Passiamo sempre più tempo a scrivere. Non solo sms e messaggi di chat zeppi di abbreviazioni e faccine, ma anche lunghe email personali o di lavoro, commenti a forum, articoli scritti per siti web. E più scriviamo, più vediamo crescere – sui giornali, in televisione, in internet – la preoccupazione sullo stato di salute della nostra lingua. Si moltiplicano manifesti per la difesa dell’italiano, proposte per l’istituzione di un Consiglio superiore della lingua, considerazioni desolate sulla competenza grammaticale degli alunni e anche degli insegnanti, denunce di errori di ortografia, sintassi e logica nei temi di quello che una volta si chiamava esame di maturità, articoli su clamorose bocciature di tutti i candidati a posti di funzionari pubblici, sempre a causa degli errori di ortografia... Questo libro ha uno scopo: risolvere i dubbi della grammatica e guarirci dall’insicurezza e dal timore reverenziale nei confronti dell’italiano. Spiega con metodo e chiarezza regole ed eccezioni, illumina gli angoli bui evitati talvolta anche da vocabolari e manuali scolastici, si sofferma sugli errori più comuni con esempi reali e quotidiani. Fa propaganda, soprattutto, a una lingua viva, ricca, chiara, precisa e dunque efficace.
La mia copia è sottolineata, piena di annotazioni e post-it. E nonostante tutto la costina è ancora perfetta.
Comunque, aspiranti scrittori là fuori date un'occhiata a questo libello. Prende in esame la grammatica italiana da ogni suo punto di vista: ortografia, sintassi, punteggiatura, pronuncia e la spiega in modo comprensibili con tantissimi esempio, anche tratti da grandi autori.
Il mio preferito, tra tutti questi testi, è un piccolo testo di Meneghello, in cui l'autore (veneto) elenca i 12 modi in cui uno studente veneto di prima elementare può scrivere la parola uccellino, contando sul fatto che il veneto non usa le doppie.
Un altro motivo per cui il manuale è molto utile è perché ogni tanto fa paragoni con altre lingue straniere, anche perché l'autore stesso dovrebbe far anche il traduttore di lavoro.
Mi ripeto. Leggete, aspiranti scrittori, e meditate. Tutti gli strafalcioni che io segno sui libri che leggo possono essere corretti dopo un'attenta lettura di questo manuale. L'uso delle virgole viene spiegato con cura, l'autore non si vergogna di riprendere pe mano concetti che ci sono stati spiegati in prima elementare e lì sono rimasti, ad esempio l'uso della lettera maiuscola.
I soldi spesi per questo libro sono un investimento: eviteranno infatti tutti gli anatemi che i lettori pignoli come la sottoscritta lanciano poco velatamente agli autori sgrammaticati.