Moletown di Torben Kuhlmann è un piccolo gioiello: una fiaba pressoché senza testo narrativo di accompagnamento, raccontata soltanto da meravigliose tavole.
Una fiaba, tuttavia, che è anche una metafora capace di affrontare un tema attuale come quello dell’ecosostenibilità, in modo piacevole e affascinante grazie alla esuberante ricchezza visiva.
La storia racconta di una talpa che si insedia a vivere in una tana sotto un prato verde e lussureggiante. Rimase sola per poco, poiché altre talpe presto desiderano possedere una bella casa simile.
Quindi, squadre di talpe-operaie si mettono al lavoro per ampliare la città: tutto grotte spaziose e accoglienti sono progettate e convertite a piccole unità abitative, il progresso tecnico avanza, la vita diviene più veloce, ma lo spazio vitale diventa altrettanto affollato e rumoroso. E inquinato.
Alla fine cosa rimane di tutta questa modernità? Un grigio e sporco deserto industriale.
Un libro per bambini dai 5 anni, questa è la raccomandazione editore.
In realtà, credo sia una storia adatta a tutte le età, capace, con le sue poche pagine, di essere uno specchio della società, trasmetter un messaggio e al contempo lasciare sbalorditi per la tecnica e fascino illustrativo.
Il progresso tecnico a ritmo spedito, l’inquinamento, la distruzione della natura, queste sono i temi chiave del libro. Comfort e serenità presto lasciano il posto a spazi ristretti, desolazione e rumore. La sporcizia e gli scarichi industriali hanno conquistato il mondo sotto la collina, con la conseguente distruzione dell’ambiente naturale, la distruzione dell’habitat, la contaminazione delle fonti vitali. L’idillio si è trasformato in un incubo invivibile.
Torben Kuhlmann è riuscito con Moletown ha regalare un vero capolavoro.
Un libro che non può lasciare indifferenti per lo stupore che sa suscitare, ma anche perché le affascinanti illustrazioni stimolano a riflettere, grandi e piccini, su problematiche quanto mai attuali e di primaria importanza.