Ancora una volta, una intrigante manciata di storie di rara qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le sue capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato e conferito un insostituibile smalto all’intera opera carvalhiana. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e di luoghi in una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e feroci critiche, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore, senza tralasciare un’Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo prezioso, conciso volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l’autore con rimproveri per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che, irrimediabilmente, li vorrà separare.
Manuel Vázquez Montalbán was a prolific Spanish writer: journalist, novelist, poet, essayist, anthologue, prologist, humourist, critic, as well as a gastronome and a FC Barcelona supporter.
He studied Philosophy at Universidad Autònoma de Barcelona and was also a member of the Unified Socialist Party of Catalonia. For many years, he contributed columns and articles to the Madrid-based daily newspaper El País.
He died in Bangkok, Thailand, while returning to his home country from a speaking tour of Australia. His last book, La aznaridad, was published posthumously.
prendi tre racconti inediti di qua, uno di là, fanne un libretto di 100 pagine, fallo pagare 12 euro: feltrine', se volevi caricarmi a pallettoni ci sei riuscito.