Born in Turkey, Zaimoglu migrated with his parents to Germany in 1965. He is a poet and visual artist, and his central themes are the problems of the second and third generation of Turkish immigrants to Germany.
Una raccolta di episodi realmente accaduti della vita di Ertan Ongun, turco di Germania. Lui è la feccia, orgoglioso di esserlo. La sua vita si snoda tra droga, crimini, sesso spicciolo. È cattivo, volgare, crudele. Lascia un sapore greve in bocca.
Scrittore turco, Zaimoglu, raccoglie in "Schiuma" 135 racconti ( o meglio storie) che documentano la vita del 25 enne turco, tossicodipendente Ertan Ongun, giovane dealer che a causa delle sue azioni criminali vive entrando ed uscendo dal carcere. Con un linguaggio duro e diretto Zaimoglu ci parla di identità ed integrazione, rendendo questo romanzo forte e crudo. Il libro si presenta come una sorta di intervista- sfogo del giovane Ertan. Zaimoglu ci racconta uno spaccato di realtà: quella dei bassifondi dove vivono gli emarginati: giovani turchi chiamati "Kanaken" ( Canachi), termine dispregiativo per indicare persone di origine straniera, precisamente turca. Il romanzo vede come protagonisti personaggi borderline: prostitute, drogati, spacciatori, violenti che sono tutti legati e accomunati da un unico importante aspetto: la lingua, carica di rabbia e di ricerca di un'identità sociale. Quest'ultima, da quanto si può comprendere dalle storie di Ertan, si può realizzare solo nella propria divesità e mettendo un muro nei confronti del resto, ovvero la popolazione tedesca, i cosiddetti "Alemannen", ridicoli nei loro stili di vita e costumi, così indifferenti e insofferenti verso gli stranieri. Ma è proprio la lingua a definire l'identità dei giovani turchi, che non si riconoscono né nel tedesco che hanno imparato a scuola, né tantomeno nel turco che parlano a casa con i loro padri. Allo stesso modo non si sentono figli della Germania ( dove vengono emarginati e definiti canachi) e ugualmente nella loro terra d'origine ( dove sono considerati deutschlander). Non resta a loro, dunque, che attingere dalla strada quello che li intendifica: parole, gesti, modi di dire. Trovano modo di esprimersi in una lingua tutta loro, quella canaca appunto. Si tratta di un tedesco "sporco", "macchiato" dall'influenza della lingua turca ( giusto per citare il libro, Amina Koyum!) Il libro in italiano, proprio per questo, toglie un po' di "magia" e non permette di gustare appieno la lingua che poi è, a mio avviso, quello che trascina di più il lettore tra le pagine ( più che le stesse vicende di Ertan, che comunque sono pazzesche e meritano la lettura : vedi storia del criceto, che al di là di tutto fa morire dal ridere). Sembra quasi di esser trasportati nei ghetti americani dove si sentono esclamazioni tipo "eh yo man" e musica rap: infatti Zaimoglu, nel riportare le storie di Ertan, trascrive questa sorta di slang, di lingua metropolitana, una lingua del ghetto. Troviamo numerosi volgarismi che talvolta ci imbarazzano ma allo stesso tempo danno idea di come si esprima Ertan. Lo vedi davanti agli occhi mentre distrugge un locale nazista, o mentre deruba, strafatto, una sala giochi. Una lingua fisica, sensuale che ha molto a che vedere con la fisicità. "Schiuma" sembra immergerci un contensto che non ammette dialogo: due mondi così vicini ( quello degli immigrati e quello dei tedeschi) che però non riescono a comunicare. Nonostante ciò a libro finito uno spiraglio c'è, altrimenti Ertan perché si vuole raccontare? Certo, di base resta un forte rabbia. E' un libro che racconta molto di una realtà che è sconosciuta ai più. L'emarginazione è una brutta bestia e per quanto poco, la conoscenza del background tedesco credo sia fondamentale per poter comprendere fino in fondo un libro come questo.
" Questo non è uno stato di diritto, a questa merda non ci credo. Non ci sono leggi giuste, a questa merda non ci credo. C'è solo il potere e i potenti e poi l'impotenza e gli impotenti, ecco tutto. La Germania si è truccata un po' la faccia per far vedere: ecco, da noi anche i detenuti hanno i loro diritti, siamo uno stato democratico. Ma quando poi si lavano la faccia e la Germania mostra il suo vero volto, allora è tutto diverso. Ed è proprio così, amina koyum."