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Bobi

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Di Roberto Bazlen, universalmente noto come Bobi, non poco è stato scritto, ma il più rimane da dire e capire. Bazlen attraversò la prima parte del Novecento come un profilo di luce imprendibile. Nell’ultima fase della sua vita, fu l’ideatore di Adelphi, su cui riversò la sua sapienza, che non era solo quella – stupefacente – sui libri, ma investiva il tutto. L’idea e la fisionomia della casa editrice risalgono a lui. Quando Bazlen mi parlò per la prima volta di qualcosa che sarebbe stata Adelphi e non aveva ancora un nome mi disse: «Faremo solo i libri che ci piacciono molto».

97 pages, Paperback

First published July 29, 2021

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About the author

Roberto Calasso

66 books682 followers
Roberto Calasso (1941 – 2021) was an Italian writer and publisher.

Calasso was born in Florence in 1941, into a family of the Tuscan upper class, well connected with some of the great Italian intellectuals of their time.

Calasso worked for the publishing firm of Adelphi Edizioni since its founding by Roberto Bazlen in 1962 and became its Chairman in 1999. In 2015, he bought out the company to prevent it from being acquired by a larger publishing firm. His books have been translated into more than 20 languages.

He was the author of an unnamed ongoing work reflecting on the culture of modernity, which began with The Ruin of Kasch in 1983, a book admired by Italo Calvino. Dedicated to the French statesman Charles Maurice de Talleyrand-Périgord or, Talleyrand, it was followed in 1988 by The Marriage of Cadmus and Harmony, in which the tale of Cadmus and his wife Harmonia becomes a pretext for re-telling the great tales of Greek mythology and reflecting on the reception of Greek culture for a contemporary readership. Another world civilization is surveyed in Ka (1996, where the subject of the re-telling is Hindu mythology). K restricts the focus to a single author, Franz Kafka; this trend continues with Il rosa Tiepolo (Tiepolo Pink), inspired by an adjective used by Marcel Proust to describe a shade of pink used by Venetian artist Giambattista Tiepolo in his paintings. With La folie Baudelaire, Calasso once more broadens his scope from fresco to a whole civilisation, that of Paris in the latter half of the 19th century, reconsidering the lives and works of the post-romantic generation of writers and artists from Baudelaire to Valéry. In one of his more recent works, Ardore (2010), the author returns to India for an exhaustive analysis of the theory and practice of Vedic sacrifice and its significance for post-modern epistemology.

Along with his status as a major analyst specifically of the works of Kafka, Calasso was, more broadly, active in many essays in retrieving and re-invigorating the notion of a Central European literary culture. He also served as the president of the International Alexander Lernet-Holenia Society, which promotes the publication, translation and study of this multi-genre Austrian writer and his focus on the identity crisis of his characters at odds with postimperial Austria and Central Europe.

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Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews629 followers
August 3, 2021
Capitoli brevi, come pennellate veloci e decise con le quali Roberto Calasso tratteggia il ritratto di Roberto (Bobi) Bazlen.

Una raccolta dei suoi pensieri, dei suoi libri, delle sue scelte imprenditoriali che poi hanno determinato quella che è Adelphi.

“Quel giorno in cui Bazlen mi parlò per la prima volta di Adelphi, terra senza nome – e alcuni nomi che circolavano allora oggi fanno piuttosto trasecolare: lo Spartiacque (era il preferito di Bobi, in quel momento), Orlando, Acquario, Anfora, Aleph –, era appena cominciata una torrenziale sequenza di lettere su libri a Foà, con giudizi e segnalazioni disparate, che sarebbe durata per Bazlen fino al suo ultimo giorno.
Nel suo insieme, è un formidabile diario editoriale, che molto fa capire di che cosa è fatta Adelphi e di come è nata, ma anche offre schegge inconfondibili di come Bazlen concepiva il rapporto fra i libri e le ragioni per cui dovevano stare insieme o si escludevano.”

“Anche su questa ampiezza di respiro si fondava la fortuna di Adelphi, la sensazione di navigare su acque che nessuno riusciva a prevedere.”

Chi era Bobi?
Era un uomo che era in grado di vedere velocemente il dettaglio luminosi: “Oggi eviterei, con rammarico, la parola sciamano. Il mondo non sa più contenerla. Direi soltanto che Bobi era la persona più veloce nel vedere il «dettaglio luminoso» (Pound) che abbia avuto la fortuna di incontrare.”

E poi ritorna l’I Ching ❤️
“Soltanto una volta Bazlen mi chiese un piacere: fargli rilegare la sua copia dell’Abbandono alla Provvidenza divina di Jean-Pierre de Caussade. Il libro, di fatto, andava a pezzi, per eccesso di uso. Lo feci rilegare in marocchino verde. Attraente, ma non sono sicuro che piacesse a Bazlen.
Certamente era il libro che aveva più praticato, insieme all’I Ching, di cui rimangono numerosi esagrammi nei suoi diari. Ma Bazlen non aveva mai osservato la liturgia né la dogmatica cattolica – e dire I Ching equivaleva a nominare l’intera Cina, quale era affiorata, migliaia di anni fa, nelle screpolature sul dorso di alcune tartarughe. Era forse questa la risposta all’impropria domanda di Montale, che si chiedeva se Bazlen era stato un mistico. Parole dette da chi aveva pilotato la sua vita sull’autoprotezione e una certa pavidità. Bazlen invece l’aveva fondata su un irrimediabile non sapere, esposto alle onde in ogni direzione. Era stato il suo modo di diventare vivo.”

Tra 4 e 5 stelle
Profile Image for Gianni.
391 reviews50 followers
Read
July 31, 2021
Ho incontrato la figura di Roberto Bazlen ascoltando in podcast i primi capitoli di Lo stadio di Wimbledon, di Daniele Del Giudice, che dovrò riprendere a questo punto. Ne avevo ricavato la sensazione di una figura eterea, incorporea, ma intrigante per come la sua presenza e le sue tracce venivano ricercate dal giovane protagonista. Questa impressione tutto sommato mi è rimasta alla fine della lettura del libro di Calasso, ma si aggiunge un fascino speciale che getta un po’ di luce sul catalogo molto particolare dell’Adelphi che ha sempre destato in me curiosità e ammirazione (nonché qualche timore). Lettura decisamente interessante

(niente stelle, per scelta)
Profile Image for Andrea.
183 reviews63 followers
August 14, 2021
Un ricordo personale della figura, enigmatica ed affascinante, di Roberto "Bobi" Bazlen, maestro di Roberto Calasso: scrittore di nessun libro, lettore di una infinità di essi, talentuoso scopritore di geni della letteratura fino ad allora sconosciuti, da Kafka a Musil fino a Italo Svevo, frequentatore dei più grandi poeti e romanzieri italiani, da Gadda a Montale. Un protagonista assoluto, eppure nascosto, della cultura del Novecento: consulente editoriale di Bompiani ed Einaudi, in seguito nume tutelare di Adelphi. Nonostante di lui si sia scritto tanto, tra biografie e romanzi (come "Lo stadio di Wimbledon" di Daniele Del Giudice), ancora resta molto da dire e da capire. Personaggio misterioso che agiva nell'ombra, oscuro anche per chi, come Calasso, lo ha conosciuto e frequentato per diversi anni.

Rapide pennellate tratteggiano quella che è stata la sua vita, il suo pensiero, le sue opere, le sue città, amate ed odiate: Trieste, Milano, Roma. Ma anche l'amore quei "libri unici", che egli leggeva indifferentemente in tedesco, italiano, inglese o francese, il cui valore indovinava dal "suono giusto": opere così peculiari che nessun editore aveva il coraggio di pubblicare, fino alla fondazione di Adelphi.

"L'opera compiuta di Bazlen fu Adelphi. Definibile con una frase che mi disse il giorno in cui me ne parlò - e Adelphi non aveva ancora il suo nome: faremo solo i libri che ci piacciono molto" (pagina 66). Libri unici, dunque. Cioè inclassificabili, a sé stanti, ma tenuti insieme da qualcosa, perciò adatti a stare bene in una collana, che poi sarà la storica "Biblioteca Adelphi": "L'altra parte" di Kubin ("Il più bel Kafka prima di Kafka"), "Padre e figlio" di Gosse, "Manoscritto trovato a Saragozza" di Potocki, "Cella di isolamento" di Burney, "Autodafé" di Canetti, "Il buon vino del signor Weston" di Powys. E poi le poesie di William Carlos Williams e le opere di Artaud e Daumal.

Nei ricordi di Calasso c'è qualcosa di epico, ma senza patetismi, e gli eroi sono qui Luciano Foà e Bobi Bazlen, Sergio Solmi e Giorgio Colli (che ha curato l'opera omnia di Nietzsche, un tabù per il mondo dell'editoria e della cultura italiana dei tempi, centrale per il progetto della nuova casa editrice), Carlo Rugafiori, Cristina Campo e Giuseppe Pontiggia: i protagonisti che hanno reso unica Adelphi.

E poi ci sono i pensieri confusi e apparentemente sconclusionati, estratti dai suoi diari, e le massime tratte dai suoi scritti, come questa da "Il capitano di lungo corso", chiave fondamentale per decifrare il suo pensiero: "È un mondo della morte - un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti - alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi" (pagina 53).

C'è tutta la cultura e la curiosità sconfinata di un uomo capace di abbracciare un campo di interessi che va dal taoismo al vedanta, da Guénon a Valéry, da Freud a Joyce, dal mito greco alla mitteleuropa, dall'I Ching all'amore per l'irrazionale (un altro tabù per la cultura dell'epoca, bestia nera dei tempi moderni).

C'è quell'intuito geniale, quella innata capacità di capire, di cogliere il "dettaglio luminoso" (Ezra Pound) delle cose. Quasi un demiurgo di capolavori letterari, un Re Mida che fa diventare oro qualsiasi libro che legge. Un intellettuale carismatico, un esteta ed inventore di parole, come "primavoltità", una caratteristica che era necessaria per un libro da pubblicare. Una delle sue tante lezioni di editoria, che Calasso ha seguito nel plasmare Adelphi secondo la visione di Bazlen, per il quale leggere era molto più importante che scrivere.

Uno degli ultimi omaggi lasciatici dalla prolifica penna di Calasso, che evidentemente ha sentito l'urgenza di lasciare un ricordo del suo mentore. Il Caso ha voluto che questo libricino sia stato pubblicato il giorno della sua morte, lo scorso 28 luglio. Un giorno dopo l'anniversario della scomparsa di Bobi Bazlen.
Profile Image for Gabril.
1,047 reviews257 followers
August 8, 2021
“Era una delle rarissime persone le cui parole si incidevano nella testa di chi le ascoltava non solo per ciò che dicevano ma per il timbro, il tono, un certo gesto implicito.”

Roberto Bazlen è stato una figura cruciale e emblematica della cultura del dopoguerra italiano (oggi lo chiameremmo influencer -e lui non lo sopporterebbe). Precursore e annusatore di talenti (Kafka e Svevo su tutti), promotore della letteratura mitteleuropea (allora completamente sconosciuta in Italia); raffinato cacciatore di solitudini, eccentrico pensatore; e, naturalmente, fondatore di Adelphi (“faremo solo i libri che ci piacciono molto”, “i libri unici”).

“Bazlen era inadatto a qualsiasi funzione, se non quella di capire e di essere.”

Il ritratto tratteggiato da Calasso in questo piccolo libro ne restituisce l’originalità, l’unicità, lasciandone intatto il fascino misterioso. “Bazlen non fu solo l’uomo imprendibile ma anche colui che, per una ragione o per l’altra, non veniva preso” (dalle mode letterarie, dai luoghi comuni, dalla gabbia della vita quotidiana).

Scrive Calasso: “Oggi eviterei, con rammarico, la parola sciamano. Il mondo non sa più contenerla. Direi soltanto che Bobi era la persona più veloce nel vedere il dettaglio luminoso (Pound) che abbia avuto la fortuna di incontrare.”
Profile Image for Fede La Lettrice.
837 reviews86 followers
November 18, 2024
• Raffinatezza e memoria, tributo e introspezione, ecco come mi piace pensare a questo brevissimo saggio sulla figura carismatica di Roberto Bazlen, noto come "Bobi", figura sfuggente che ha rappresentato una forza intellettuale tanto originale quanto rara.

• Bobi Bazlen era personaggio cruciale del panorama editoriale e culturale del Novecento italiano eppure scelse consapevolmente di non pubblicare nulla di proprio. È questo uno dei grandi paradossi di Bazlen: fu un autore senza opera, ma con un impatto profondo e duraturo sulla letteratura italiana. Il lavoro di Calasso è un omaggio a un maestro invisibile, un mediatore culturale, che ha influenzato la letteratura italiana soprattutto attraverso la casa editrice Adelphi, di cui fu tra i fondatori.

• L'autore non procede con una narrazione tradizionale o lineare della vita di Bazlen anzi, in un certo senso, Bobi è un testo metanarrativo, che procede per frammenti, riflessioni e immersioni in un clima intellettuale rarefatto, lasciando spazio all’impalpabile e al non detto. È il tentativo di catturare l’essenza di una persona che si nascondeva dietro le quinte, il cui potere risiedeva nella sua capacità di percepire ciò che era essenziale nella letteratura e nel pensiero.

• La bellezza del saggio risiede proprio in questa delicatezza narrativa, in cui Calasso svela come Bazlen fosse quasi un angelo custode della cultura, uno che consigliava, indirizzava, intuiva le qualità nascoste di autori e opere con una profondità intuitiva che solo pochi possedevano. Un ritratto interiore dove l’omissione e il silenzio valgono quanto le parole scritte.

• Mi piace accostare questo prezioso libricino allo stile di Giorgio de Chirico che con le sue enigmatiche figure e i paesaggi metafisici cercava di rivelare l'essenza invisibile che permea la realtà. Le sue opere trasmettono un senso di assenza e di ambiguità, mostrando figure senza volto o inanimate che evocano introspezione e mistero (i famosi manichini per esempio).
Come Calasso tratteggia Bazlen attraverso allusioni e assenze, così de Chirico costruisce ritratti dove il senso della persona emerge attraverso l'atmosfera, i simboli e le ombre, piuttosto che attraverso dettagli tangibili.
Profile Image for Andrea Giovanni Rossi.
158 reviews5 followers
May 12, 2025
Un ritratto commosso ma lucidissimo, dove l’ammirazione si mescola a una profonda gratitudine
Profile Image for Ginevra Scarcia.
8 reviews6 followers
July 31, 2021
Sono in lutto profondo. E Calasso, lo gnostico non poteva che lasciarci con una coincidenza destinale: l'uscita di due libri fenomenali.
Profile Image for Mirco.
58 reviews10 followers
August 4, 2021
Non ho saputo resistere. In genere mi tengo alla larga dalle edizioni digitali, ma qui vi era un elemento di urgenza. Ebbene, l 'ho letto di getto.

Ci sono pennellate sapienti, ad esempio nella descrizione dell 'appartamento di Bobi in via Margutta, oppure osservazioni intriganti, tipo quel sapiente ritratto che Bobi fece di Freud e la sua opera. Ci sono anche pagine penose, come il diario sconclusionato e francamente noioso di Bobi nella giovinezza. Ma soprattutto c'e' lui, Bobi Bazlen, nel suo mistero. Devo dire che per il momento nessuno lo ha svelato, Calasso incluso. Non poteva, perche Bobi era per lui, a dispetto delle sue dichiarazioni, il Guru. E il Guru non e' un essere umano qualcunque...

Forse scrivero` di Bobi e del suo mistero, che mi sembra concentrato tutto nel famoso aforisma:

Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti – alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi.

Profile Image for La lettrice controcorrente.
595 reviews248 followers
August 31, 2021
L’opera compiuta di Bazlen fu l’Adelphi. Definibile con una frase che mi disse il giorno in cui me ne parlò: faremo solo i libri che ci piacciono molto,

Questo è il senso di Bobi, che potrebbe essere riassunto con la frase appena trascritta. Ma non nascondo che un leggero senso di insoddisfazione mi ha catturato quando ho finito il libro. Gli appunti sparsi di Calasso, che non rendono meno nebulosa la figura di Bazlen, non mi sono bastati. Avrei preferito più aneddoti, più dettagli... Voglio sapere di più, io che della nascita di Adelphi non so  praticamente nulla e quindi dovrò sicuramente approfondire con altri scritti.

L'idea che mi sono fatta è questa, Bazlen ha agito in punta di piedi e Calasso ci ha restituito l'immagine di un uomo schivo che senza grandi proclami o chiasso, ha creato una meraviglia chiamata Adelphi.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Profile Image for Roberto.
55 reviews
June 30, 2023
L'opera compiuta di Bazlen fu l'Adelphi. Definibile con una frase che mi disse il giorno in cui me ne parlò:
faremo solo i libri che ci piacciono molto.
Profile Image for Salvatore.
175 reviews7 followers
October 19, 2021
Ricordi in frustuli, memoria di una Trieste e di una Roma dove si leggeva davvero di più. E Montale, che senza Bobi non avrebbe letto Svevo. Forse questi appunti scritti valgono più di saggi riletti più volte.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
934 reviews73 followers
December 31, 2022
Ho da una infinità di tempo in wishlist “Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste” di Cristina Battocletti: la figura di Roberto “Bobi” Bazlen, consulente delle più importanti case editrici italiane, scopritore di Italo Svevo, protagonista della pubblicazione in Italia delle opere degli allora sconosciuti Kafka e Musil, fondatore di Adelphi (“Faremo solo i libri che ci piacciono molto”) mi attrae per motivi che vanno addirittura oltre il suo essere nativo di Trieste (e da Trieste “scappò” per tutta la vita, ricordava). E’ una delle letture che conservo per l’estate 2023, quando tirare il fiato davanti a una distesa d’acqua mi consentirà di dedicarci tutta l’attenzione.

E per chiudere il 2022 niente di meglio di Bobi, un piccolo gioiello di 97 pagine, naturalmente edito da Adelphi, in cui la figura di Bazlen è ricordata da Roberto Calasso, che ne fu amico. Le coincidenze a volte mettono i brividi: Bazlen ci lasciò il 27 luglio 1965, abbiamo pianto Calasso il 28 luglio 2021. Bobi fu pubblicato il giorno dopo, ed è difficile non intravedere nelle sue pagine eleganti e armoniose il filo di un dialogo che si era interrotto e che stava per riprendere, in un altro tempo e un’altra dimensione.

Ho voluto leggerlo così: come un omaggio prima di un ricongiungimento, come la condivisione col mondo di un rapporto prima ancora che di una figura che – nell’ombra, anche per un lettore forte come me – fece grande la nostra editoria. Una figura infinitamente sfuggente eppure solida, in costante ricerca eppure salda nelle convinzioni, a volte problematica e infinitamente amata.

Ho pensato a chi lavora perché io possa posare le pupille piene di meraviglie su una nuova scoperta e rimane, spesso e ingiustamente, sullo sfondo. Che il 2023, insieme a mille altre cose di cui avvertiamo un bisogno immenso ad ogni lettura di un quotidiano, porti a noi lettori la grazia di essere accompagnati da molti Bazlen, e a loro almeno una parte del dovuto riconoscimento.

Auguri.
Profile Image for Chiara Cls.
182 reviews9 followers
May 13, 2022
Roberto Bazlen ha rappresentato per Calasso ma anche per l'editoria italiana intera un incredibile esempio da seguire. Nonostante oggi sia poco ricordato, è necessario celebrare la sua memoria per l'immenso contributo che ci ha lasciato. Un "uragano silenzioso", assente dalle scene ma in grado di cambiare per sempre la cultura del suo tempo.

Suo grande merito è aver saputo intuire, guardare oltre, non si sa bene dove, sbarazzandosi delle idee correnti. Dava l'impressione di conoscere qualcosa in più degli altri e ciò lo portava ad essere guardato con ammirazione, talvolta addirittura devozione, anche dai grandi intellettuali del Novecento (persino Montale riteneva che nessuno più di Bazlen avrebbe potuto giudicare la sua poesia).

Non ha scritto niente se non appunti sparsi, non ha mai voluto lasciare tracce: la sua unica opera portata a compimento è Adelphi, dove finalmente ha potuto indagare l'inesplorato e mostrare al suo paese ciò che tutti gli altri editori rifiutavano ancora di vedere. Qui si colloca l'incontro con Calasso, che rimarrà segnato a vita dai momenti trascorsi insieme: mai più riuscirà a imparare così tanto.

Ciò che emerge dalla breve lettura è l'omaggio che un allievo ha voluto offrire al suo più grande maestro, di cui spesso troppo poco si parla, ma a cui l'Italia intera è debitrice.
340 reviews10 followers
September 22, 2021
Un libro del quale ho apprezzato la bella scrittura di Calasso, sempre ricca di termini precisi per descrivere la realtà ed in questo caso la realtà, la personalità e la vita di Roberto Bazlen, detto Bobi, tra le molte altre cose ideatore e fondatore della casa editrice Adelphi. Sul contenuto, il volo d’angelo che ricostruisce e ci regala sprazzi di vita, linguaggio, pensieri, mi resta però qualche perplessità. Si intuisce molto ma il narrato non basta per farsi più che una idea di chi Bobi fosse. Forse Calasso lo ha lasciato volutamente aperto, per tornarvi sopra un futuro che non sarà più.
Profile Image for Luca.
113 reviews
March 24, 2024
Una serie di capitoli brevi, di immagini, di momenti, che disegnano la personalità di un personaggio mitico per la letteratura italiana del secolo scorso.
Mi mancano molti elementi per capirlo a fondo, di quegli anni conosco più la politica che le vicende culturali, certo emerge il carattere poco convenzionale e l’indubbia rapidità di giudizio.
“Oggi eviterei, con rammarico, la parola sciamano. Il mondo non sa più contenerla. Direi soltanto che Bobi era la persona più veloce nel vedere il ‘dettaglio luminoso’ che io abbia avuto la fortuna di incontrare”.
Profile Image for Tiziano Brignoli.
Author 17 books11 followers
January 22, 2024
Una piacevole, brevissima biografia, con capitoli spesso di mezza pagina, di uomini che al giorno d’oggi, forse, non esistono più. Non per come viene intesa oggi e veniva intesa in passato l’editoria, ma anche la letteratura, il bisogno di sapere e il sapere di non sapere, quindi leggere, divorare, informarsi, studiare, capire ed evolvere, attraverso una capacità d’analisi e di visione quanto mai attuale, anche in quel primo Novecento in cui Bazlen visse.
Profile Image for Stefano Sotgia.
90 reviews6 followers
January 7, 2022
Breve e piacevole ricordo di Roberto Bazlen, mentore di Roberto Calasso e padre fondatore della casa editrice Adelphi. Enigmatico e ammaliante, Bazlen non scrisse nessun libro perché considerava leggere molto più importante. Scoprì, frequentò e personalmente aiutò un numero incalcolabile di geni del Novecento, eppure ancora oggi per molti è uno sconosciuto.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
May 29, 2022
"Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti - alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi." - Roberto Bazlen (cit. a p. 53)

"Il nemico peggiore è il nemico che ha i nostri argomenti." - Roberto Bazlen (cit. a p. 69)
Profile Image for Giulio.
103 reviews1 follower
December 16, 2024
Un ritratto anzi uno schizzo abbozzo di una figura mitica (un Gatsby) dell'editoria italiana.

Di Bobi si sapeva poco (neanche il nome completo merita il titolo) ma, di ciò che leggeva, tutti sapevano.
Profile Image for Demetrio Marra.
42 reviews6 followers
August 26, 2021
Libricino splendido che ti trattiene incredibilmente intersecando i ricordi di Roberto Calasso e le parole (dagli scritti) di Bobi Bazlen.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
September 1, 2021
Un bel ritratto di un uomo tanto influente quanto misterioso, un uomo di un’altra epoca così impregnato di letteratura da farsi lui stesso figura letteraria.
Profile Image for Andrea.
1,137 reviews54 followers
November 10, 2021
Un breve racconto biografico che descrive i riferimenti fondativi di Adelphi, e in questo senso anche un resoconto autobiografico e un testamento culturale.
Profile Image for Fabo.
219 reviews1 follower
April 8, 2025
Abitualmente non apprezzo questo tipo di libri, fatti di appunti e note volanti.
Ma dentro a questo volumetto c'è tantissimo Bazlen, sia nel modo di esprimersi che nel pensiero letterario.

Sorpresa
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