Chi segue fin dall'inizio la serie thriller Claire Morgan sa che negli Ozarks in Missouri, meta di vacanze distensive, di tranquillo e placido c'è solo il lago.
Nel corso dei libri precedenti abbiamo assistito a un susseguirsi di omicidi macabri, alla follia geniale e morbosa di serial killer, e abbiamo corso a perdifiato, rischiato la vita, avuto incubi insieme alla detective Claire Morgan. L'autrice ha la capacità ogni volta di trasportare il lettore fin dentro alla storia, grazie allo stile semplice e accattivante, al ritmo serrato e ad ogni scena vivida, ma soprattutto grazie ai due diversi punti di vista che vengono gestiti magistralmente: quello diretto e visivo della detective e quello lucidamente morboso del serial killer. Arriva il diavolo al contrario dei libri precedenti è più lineare e semplice nella narrazione, non intricato come un puzzle da costruire, non eccessivamente morboso dall'inquietudine strisciante. Certo, non mancano gli omicidi agghiaccianti e macabri perché Linda Ladd in questo è maestra, ma è un thriller più psicologico, dove una mente lucida gioca con le altre e per questo più pericolosa. Un serial killer egocentrico a cui piace primeggiare e essere adorato, uno psicopatico manipolatore che ha trovato il suo parco giochi, il luogo perfetto dove imporre la sua superiorità e nutrire la sua indole malata. Un caso intricato pieno di stranezze portano la detective a vacillare e perdere la lucidità.
Siamo abituati alla Claire Morgan sarcastica e irriverente, totalmente disillusa e sicuramente sfortunata. La morte l'ha sfiorata fin troppe volte, il suo passato l'ha incasinata e resa più fragile di quanto appaia. Durante l'evoluzione narrativa vediamo due aspetti di Claire. Il suo essere pungente nei confronti di chiunque, soprattutto il suo compagno Nicholas Black. In questo libro però, a mio avviso, è stata calcata un po' la mano su questo aspetto rendendo la protagonista un po' meschina piuttosto che brillante e sarcastica. E poi c'è la parte psicologica, la sua mente, il suo dolore, i suoi blocchi emotivi che tornano prepotentemente a galla e potrebbero essere la sua rovina, vediamo una Claire in balia dei ricordi, destabilizzata dal dolore. Anche questa volta il cast di supporto alla protagonista è fantastico, le interazioni sono accattivanti e ampliano il tutto. La corsa verso la verità, il pericolo e i giochi del killer aumentano la suspense e i risvolti sono inaspettati. Linda Ladd torna a coinvolgerci e mostrarci il lato più oscuro della lucida follia, non lasciatevela scappare.