Tre racconti:
- “Metamorfosi “(Transformation 1831) ⭐⭐⭐⭐
- "Il mortale immortale" (The Mortal Immortal) ⭐⭐⭐⭐
- "Il malocchio" (The Evil Eye) ⭐⭐⭐
Tre declinazioni in cui il soprannaturale s’insinua nella vita degli uomini.
Mary Shelley ai miei occhi si riconferma maestra nel dipingere le atmosfere e gli animi umani sconvolti da eventi più che insoliti.
Dall’arrogante sete di vendetta di cui rimane vittima Guido protagonista del primo racconto, attraverso il gesto impulsivo di Winzy che pagherà con una tormentosa eternità fino al personaggio di Dmitri che, nell’ultimo racconto, traslato in altre terre (Albania) e in altre situazioni concentra forse l’essenza degli altri due (peccato che abbia trovato più contorta la narrazione).
I primi due racconti sono narrati in prima persona dagli stessi protagonisti bisognosi di lasciare testimonianza delle loro avventura:
” Ho sentito dire che quando a un essere umano è occorsa una qualsivoglia avventura strana, soprannaturale, negromantica, quell’essere umano, per quanto desideroso di occultarla possa essere, si sente in certi periodi lacerato, per così dire, da un terremoto intellettuale, ed è costretto a denudare le profondità più intime del suo spirito con qualcun altro.”
L’ultimo racconto, invece, è frutto del narratore onnisciente, quasi un modo di prendere distanza dagli eventi seguendoli con un occhio esterno.
Le storie macabre portano alla luce questioni essenziali:
il valore del proprio corpo, del tempo e della propria identità.
Possiamo perdere tutto e un gesto compiuto in un attimo può essere la condanna di sempre.
"«Vieni, vieni, non aver paura, amico», disse lo sciagurato: «sono bonario quando sono contento; e anche se sembri un po’ afflitto, nel tuo corpo ben proporzionato e nel tuo bel viso c’è qualcosa che mi piace. Tu hai vissuto un naufragio terrestre - io, uno marino. Forse potrò calmare la tempesta delle tue fortune così come ho calmato la mia. Vogliamo essere amici?»"