"Tirai un respiro profondo, per fiutare il paese, perché in qualche libro avevo letto che l’odorato è il senso della nostalgia. Avevo letto di tante persone che si ricordano dell’odore della terra, degli aranci, dell’aria e del mare. Ci provai, ma non mi arrivò al naso nessun particolare odore di ricordi, forse perché l’odore della strada a scorrimento veloce dall'aeroporto alla 6 non fa parte della mia infanzia, o della patria per come la conosco io.
Sarà un tradimento? Mi accusai di non essere capace di riconoscere il profumo della nostalgia su cui avevo letto tante poesie. Respinsi subito quel senso di colpa. Che bisogno avevo di annusare per dimostrare la mia nostalgia? Non dovevo dimostrare niente a nessuno. Erano lunghi anni che sognavo casa, che non passava giorno senza che pensassi a tornare, allo squallore dell’essere straniero, alla tristezza dello sradicamento.
Quando arriverò a Tira, allora sí che mi aggredirà il familiare odore di casa, l’odore dell’infanzia e delle ortiche dopo la pioggia. Quando entrerò a casa dei miei, certo che scoppierò a piangere, quando l’odore di mio padre – eterno miscuglio di Old Spice e sigarette – mi avvolgerà. Sí." Il protagonista di questa storia, che non ha un nome , è un ghost writer arabo israeliano che torna dall'Illinois nella sua terra: Tira , una città prevalentemente araba nel distretto centrale d'Israele. Il motivo del ritorno è l'aggravamento delle condizioni cliniche di suo padre. Il protagonista è abituato ad ascoltare le vite degli altri, spesso arricchisce i loro aneddoti che paiono scarni con i propri ricordi o opinioni personali , sono pezzi della sua vita che dona agli altri, biografie che quasi nessuno leggerà. "A volte, rileggendo, mi dispiaceva di aver aggiunto miei ricordi d’infanzia che ritenevo piacevoli per i vari clienti; a volte leggevo le versioni delle cartelle, puntavo il mouse sui ricordi che avevo aggiunto e sceglievo ANNULLA INSERIMENTO, riprendendomeli. Ma era troppo tardi. La versione finale era stata già mandata ai clienti e stampata, il ricordo ormai era loro e non sarebbe mai più tornato a me."Tornare da suo padre, nella sua città, dalla madre, dai fratelli, è riaprire un capitolo chiusi quindici anni prima, macchiato dalla vergogna di un fatto del quale si era reso inconsapevole artefice e spinto dalla paura che i conflitti arabo israeliani potessero coinvolgere i propri figli. Con il vecchio registratore Sony decide di tesaurizzare gli ultimi ricordi di suo padre,che non nutre più rancore verso di lui per ciò che è accaduto."Ti ricordi che pioveva, quel giorno? Il silenzio durante il viaggio? Non c’era nessuna musica in macchina, andando verso la fermata dell’autobus non avevi raccontato niente. Solo quel rumore della pioggia che mi era sempre piaciuto, sino a quel viaggio, e per tutta la strada mentre guidavo non pensavo a niente, non ce l’avevo con te per via del racconto che avevi scritto e per la devastazione che avevi causato, non pensavo a cosa avrebbero detto in paese e se un giorno o l’altro tua moglie ti avrebbe perdonato e avreste avuto dei figli, una famiglia. Per tutto il viaggio ero arrabbiato perché detestavo il ticchettio della pioggia, incominciavo a detestare la pioggia che pure aspettavo ogni anno, sempre." Ma cos'era accaduto? Negli anni universitari il protagonista aveva scritto una storia d'amore con episodi leggermente erotici fra lui ed una certa Palestine, nome e donna erano inventati, lei avrebbe rappresentato la sua donna ideale. Caso volle che in quell'area esisteva davvero una Palestine, bellissima, sposata da poco ad un uomo musulmano. Tutti credettero che la Palestine fosse proprio lei, per l'onta la ragazza fu costretta ad annullare il matrimonio e sotto consiglio dell'imam, il nostro scrittore in fieri si decise a sposare Palestine. Lui e Palestine si sposarono e spinti dalla critica situazione arabo -palestinese si diressero verso gli Stati Uniti abbandonando tutto. "Quell’estate erano scoppiati moltissimi incendi, intorno alla città. Gerusalemme era sempre oscurata da un fumo che nascondeva il cielo, il frastuono degli elicotteri, delle ambulanze, dei pompieri e della polizia rimbombava continuamente per tutta la città. In un certo senso, quegli incendi erano la cosa che mi turbava piú di tutto. Avevo paura che il fuoco aggredisse le case del quartiere e bruciasse tutto, senza darci via di scampo, senza che potessimo difenderci dalle fiamme. Gli incendi non mi avevano mai angosciato come in quei nostri ultimi giorni a Gerusalemme. Al notiziario dicevano che i colpevoli erano gli arabi. Tutti sapevano che era colpa degli arabi, anche se nella maggioranza dei casi si era chiarito che gli incendi erano stati appiccati da gitanti o ragazzi dei campi estivi [...]Quell’estate, cominciata con il rapimento di tre ragazzi degli insediamenti, la segretaria di redazione del giornale aveva preso a masticare in bocca saliva e sputare nel cestino della spazzatura ogni volta che mi vedeva."Palestine era davvero come aveva immaginato la sua Palestine: alta, collo lungo, lineamenti delicati. In qualche modo, si suppone , tutto ciò che è accaduto di importante non è menzionato, che Palestine nonostante abbia avuto tre figli dal protagonista, non gli abbia mai perdonato il piccolo romanzetto che l'aveva messa alla berlina e fatto abbandonare l'uomo che aveva scelto. Così i due vivono separati, anche se il protagonista cerca di ricucire lo strappo. Quando torna in Israele tutta la famiglia non nutre più il risentimento verso di lui, tutto si è placato con il tempo, i nonni chiedono dei nipoti, nipoti che non conoscono i nonni e non sanno di provenire da una famiglia musulmana. Il libro non è una lettura facile, perchè tutto scorre lento e sembra che non il libro non proceda verso una direzione definita, ma alla fine le tracce si scoprono.
Concludo con il pensiero del protagonista , il momento in cui la proprietaria del piccolo albergo, dove soggiorna nel periodo in cui assiste il padre, gli offre una tazza di comune tè con i biscotti
"Perché diamine piango per una tazza di tè, accidenti: tè con quest’aroma e prodotto dalla medesima ditta, di menta di ugual forma che si può piantare sul davanzale, ce n’è anche in America, allora che avrà di speciale questa tazza di tè che pare sia il tè perfetto, e perché mentre bevo non riesco a impedire alle lacrime di scendere come gli pare?"