Alla fine il folle è Edgar, Stella, o Peter? Fin dall'inizio della lettura sembra palese che il malato psichiatrico sia Edgar Stark, uomo che ha ucciso anni prima sua moglie dopo aver creato nella sua mente una "realtà fittizia": era convinto che Ruth lo stesse tradendo con molti uomini dall'inizio del loro matrimonio, che sostanzialmente fosse una puttana. Con il susseguirsi della lettura si fa sempre più chiaro un problema: l'ossessione sessuale di Stella per quest'uomo, che la porta a nascondere dei segreti, iniziare una seconda vita, partire, allontanarsi dai suoi affetti stabili. Proprio lei, moglie di uno dei medici del manicomio, si innamora di uno dei pazienti più problematici, che è apparentemente innocuo, gentile, affabile, sicuro di sé, ma che in realtà manifesta episodi di pazzia, rabbia improvvisa, paranoie. Peter, uno dei medici del manicomio, che poi diventerà il direttore, sembra essere l'unica persona mentalmente stabile, un punto di riferimento. Tuttavia, col susseguirsi degli eventi, si inizia a percepire che qualcosa non va: come può un semplice medico occuparsi di un tale caso clinico, ricercando ossessivamente tutti i dettagli, arrivando persino a chiedere di sposare Stella, nonostante fosse una delle sue pazienti? Ebbene, credo che in realtà, alla fine, il vero "folle" di questa storia sia proprio Peter, poiché ossessionato dalla tragica storia di Stella e del suo amante, Edgar. Ricerca fino in fondo l'inizio, la causa di questa tresca amorosa, analizzando i comportamenti di tutti i personaggi coinvolti in questa storia (Max, il marito, Charlie, il figlio, Brenda, la nonna, e gli altri medici che accompagnano la loro vicenda). È un uomo solo, che presto andrà in pensione, e capisce che presto o tardi dovrà trovare una moglie, o comunque una compagna, se non vorrà sprofondare nella solitudine fino alla sua morte. Tuttavia ciò che gli rimane è un pugno di mosche: una testa d'argilla scalfita, rovinata, ridotta allo stremo, e Edgar, che ormai non è più quell'uomo insolente, pronto alla sfida, com'era stato fino ad allora, ma ha conosciuto il vero dolore, la perdita del suo amore, della sua ossessione. Alla fine questo romanzo è nella sua interezza pura follia, imbevuta nei discorsi, nei pensieri, negli atteggiamenti di ogni protagonista del romanzo di McGrath.